Patrizia Biancucci 29/03/2024 0 Comments

Rapporto tra Avvocato e Consulente di Parte nel contenzioso odontoiatrico

by Patrizia Biancucci

Il contenzioso tra Odontoiatri e pazienti sembra che sia in aumento soprattutto in Implantologia e Protesi, molto meno in Ortodonzia. Questo dato, insieme al mio innato senso di giustizia e di onestà, mi ha spinto a seguire i corsi di Perfezionamento in Odontoiatria Forense con il prof. Claudio Buccelli, a iscrivermi all’Albo dei Periti del tribunale di Torino fino a diventare Consigliere nazionale della SIOF (Società italiana di Odontoiatria Forense).
Oltre alla mia pratica quotidiana come Ortodontista specialista, mi occupo di Odontoiatria Legale sia in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio su incarico del tribunale di Torino, sia nel ruolo di Consulente Tecnico di Parte a favore dei soggetti privati che me lo richiedono. Questo grazie alle molte competenze acquisite nei decenni, tra le quali:
– la lunga esperienza in campo professionale odontoiatrico
– il ruolo di Consigliere nazionale SIOF
– l’appartenenza da lungo tempo alla Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Torino, che ha anche funzioni disciplinari verso i propri iscritti.
A questo proposito vorrei fare brevemente chiarezza per i meno esperti con qualche domanda e risposta.

Chi è l’Odontoiatra Legale?
L’Odontoiatra Forense, detto anche Odontoiatra Legale, è il medico legale della bocca e dei denti.
In particolare si occupa della valutazione del danno odontostomatologico causato da malpractice in ambito odontoiatrico, traumi della strada, incidenti sul lavoro, lesioni personali conseguenti ad aggressioni e maltrattamenti.

Qual è la differenza tra il Consulente Tecnico d’Ufficio del tribunale e il Consulente di Parte?
Il CTU, sotto giuramento, svolge la funzione di Ausiliario del Giudice, in un rapporto strettamente fiduciario nell’ambito delle rigide e precise competenze definite dal Codice di procedura civile.
Il Consulente di Parte invece, nel caso di un contenzioso odontoiatrico, viene incaricato privatamente da un sanitario o da un paziente per collaborare con il proprio avvocato difensore.

Cosa fa il Consulente Tecnico d’Ufficio?
Il CTU svolge la funzione di Ausiliario del Giudice, in un rapporto strettamente fiduciario nell’ambito delle rigide e precise competenze definite dal Codice di procedura civile.

A quale scopo viene nominato il Consulente Tecnico d’Ufficio? Il Consulente deve rispondere in maniera precisa e super partes ai quesiti formulati dal Giudice, con un elaborato peritale dove relaziona i risultati e che prende il nome di Consulenza Tecnica d’Ufficio.

Come fa il Consulente ad arrivare alle conclusioni da presentare al giudice?
Il CTU fa sempre riferimento a dati certi, accompagnando tutto ciò che afferma con opportuna documentazione per poi trarre le proprie conclusioni tecniche. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso, senza mai esorbitare in affermazioni che potrebbero avere un’influenza diretta sulla decisione del Giudice.

Esiste un Albo dei CTU da consultare?
I Consulenti Tecnici d’Ufficio sono iscritti all’Albo nazionale dei CTU e suddivisi per categorie (medici, odontoiatri, architetti, ingegneri, agronomi, periti industriali, geometri, ecc).

Può essere nominato anche un Consulente non iscritto all’Albo?
Il giudice, trattandosi di un ausilio tecnico per il quale è fondamentale il rapporto fiduciario, ha la facoltà di nominare CTU non iscritti all’Albo, a patto che ne motivi il ricorso.

L’accettazione dell’incarico comporta un giuramento di rito da parte del Consulente?
Il Consulente Tecnico d’Ufficio nel momento in cui accetta l’incarico conferito dal Giudice presta giuramento che, con la Riforma Cartabia, avviene in remoto.

Il mio avvocato deve avvalersi del Consulente di Parte prima o dopo aver fatto ricorso per vie legali?
L’Avvocato non può e non deve partire di propria iniziativa, né deve basarsi soltanto su quanto riferisce il proprio assistito. Prima di scrivere qualcosa di ufficiale, deve avvalersi della consulenza di uno specialista di branca e di un medico legale, perché nel momento in cui scrive si assume la responsabilità di quanto scrive, e di questo dovrà rispondere nel caso in cui il risultato non sia quello sperato dal proprio cliente.
Dunque PRIMA il Consulente di Parte e poi l’Avvocato, allo scopo di preparare una proficua collaborazione che porti al successo finale.

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