Chi è l’Odontoiatra Forense?
L’Odontoiatra Forense, detto anche Odontoiatra Legale, è il medico legale della bocca e dei denti.
In particolare si occupa della valutazione del danno odontostomatologico causato da malpractice in ambito odontoiatrico, traumi della strada, sul lavoro o accidentali e/o lesioni personali conseguenti ad aggressioni.

Cosa fa il Consulente Tecnico d’Ufficio? 
Il CTU svolge la funzione di Ausiliario del Giudice, in un rapporto strettamente fiduciario nell’ambito delle rigide e precise competenze definite dal Codice di procedura civile.


A quale scopo viene nominato il Consulente Tecnico d’Ufficio?
Il Consulente deve rispondere in maniera precisa e puntuale ai quesiti formulati dal Giudice, in un elaborato peritale dove relaziona i risultati e che prende il nome di Consulenza Tecnica d’Ufficio.
Qualunque sia il caso nel quale è richiesto l’intervento del CTU, questi deve assolvere un compito fondamentale: essere sintetico, preciso e super partes rispetto alle domande che gli vengono poste, così da chiarire al giudice quegli elementi che egli intende valutare per giungere ad una decisione.

Come fa il Consulente ad arrivare alle conclusioni da presentare al giudice?
Il CTU fa sempre riferimento a dati certi, accompagnando tutto ciò che afferma con opportuna documentazione per poi trarre le proprie conclusioni tecniche. Queste devono essere il risultato di un procedimento logico ben preciso, senza mai esorbitare in affermazioni che potrebbero avere un’influenza diretta sulla decisione della causa.

Riassumendo il CTU, in qualità di “tecnico ausiliario” del giudice, deve:

– illuminare l’organo giudicante cercando di risolvere i problemi e non crearne di nuovi
– dare al giudice tutti i chiarimenti che di volta in volta gli sono richiesti

– rilevare tutti i fatti per lui importanti alla fine di una valutazione tecnica

– analizzare i fatti rilevati in relazione alla proprie cognizioni ed alle domande a lui rivolte

– essere assolutamente obiettivo nell’espletamento dell’incarico

– confrontarsi con i rispettivi consulenti di parte se nominati

– riferire al giudice tutte quelle circostanze che possono interferire con l’espletamento dell’incarico

– chiedere eventualmente al giudice l’autorizzazione ad agire nel caso si verifichino circostanze non previste al tempo del conferimento dell’incarico (ad es. spese considerevoli da sostenere per l’incarico e per eventuali indagini).

Esiste un Albo dei CTU?
I Consulenti Tecnici d’Ufficio sono iscritti all’interno di specifici Albi tenuti dai Tribunali e suddivisi per categorie (medici, odontoiatri, architetti, ingegneri, agronomi, periti industriali, geometri, ecc).

Il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Giudice è obbligato ad accettare l’incarico?
Il consulente scelto tra gli esperti iscritti all’Albo, è obbligato a svolgere il mandato a meno che non ricorrano particolari motivazioni previste dal CPC che consentono di rinunciare all’incarico, come ad esempio, vincolo di parentela con una delle parti in causa, l’aver già prestato l’opera di CTU in un precedente grado di giudizio nella stessa causa, e altre circostanze particolari.

Può essere nominato anche un Consulente non iscritto all’Albo?
Il giudice, trattandosi di un ausilio tecnico per il quale è fondamentale il rapporto fiduciario, ha la facoltà di nominare CTU non iscritti all’Albo del Tribunale, a patto che ne motivi il ricorso. In questo caso il Consulente chiamato dal Giudice non è obbligato ad accettare l’incarico e può rinunciarvi anche in assenza di particolari motivi.

L’accettazione dell’incarico comporta un giuramento di rito da parte del Consulente?
Il Consulente Tecnico d’Ufficio presta giuramento, nel momento in cui accetta l’incarico, allo scopo di garantire la propria imparzialità nei confronti delle parti, alle quali deve consentire il contradditorio in ogni momento. È soggetto, inoltre, a tutti i limiti di garanzia del giusto processo ai quali è sottoposto il giudice e può quindi utilizzare esclusivamente la propria esperienza e capacità e la documentazione contenuta nel fascicolo, limitandosi a rispondere ai quesiti posti dal giudice stesso.

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